CoM – Il Blog di Carlo Becchi Compreresti un Raggio della Morte usato, da quest'uomo?

10gen/0816

Io, Nintendo e 25 anni di storia di videogiochi

In principio, almeno per me, fu l'Atari 2600.

Atari 2600 VideoGame

Non che lo possedessi, per carità. Ce lo aveva un vicino di casa ricco. Lui, Ms.PacMan e Space Invaders con le 119 varianti si divertivano un sacco.
Ma viveva nel palazzo di fronte.
Un altro bambino abitava nell'appartamento di fronte al mio. Tutto un lato era in comune. Quando volevamo giocare bussavamo sul muro e correvamo alla porta.
Lui aveva un Vic20. Senza registratore a cassette, con un sacco di cartucce di giochi, ma pur sempre un computer.
Un giorno provai a scrivere

10 print "ciao"

come avevo letto da qualche parte. Ok, direte voi... nulla di spettacolare.
Infatti, ma

10 print "ciao Carlo"

lo era. Il concetto lo era.
La scelta era stata fatta, il viaggiatore era giunto. La mia strada e quella dell'elegante scatolotto con la finitura di legno si separarono per sempre.

Non però la mia attrazione, a volte solo curiosità, per i videogiochi.

Ai tempi della prima "vera" generazione a 8 bit, 2600 ed intellivision per intendersi, la macchina forniva solo il meccanismo di gioco. Il resto dovevamo mettercelo noi. Una "o" e due sbarrette diventava un caccia TIE (tipo: |o| ), pochi pixel in più per ottenere Harry Pitfall o uno dei miei preferiti: Roderick Hero.

Imagic Atlantis per atari 2600

Gli 8 bit, con il senno di poi, durarono un'eternità. Vennero le nuove generazioni, il Commodore 64, il Nintendo NES e il Sega Master System. La grafica progressivamente migliorò così come la complessità dei giochi. Tuttavia la fantasia era ancora necessaria per smussare un po' i blocchi costituenti quelle schermate grezze. Però questi primi sistemi erano sufficienti a coinvolgere il giocatore, a raccontare grandi storie come quella di Project Firestart o Maniac Mansion, in poche parole a trasformare un balocco in un nuovo media.

Defender of the crown per commodore 64

D'altro canto la fantasia, almeno quella bidimensionale, fu uccisa da home computer e console a 16 bit e dai primi PC VGA.
Con la loro grafica fotorealistica, la loro memoria immensa (per l'epoca) e il suono stereo multicanale, questi mostri lasciarono davvero poco spazio all'immaginazione, a quella dei giocatori e in alcuni casi a quella dei game designer convinti che una bella schermata potesse in qualche modo sopperire ad un gameplay mediocre.
Non era sempre questo il caso, le avventure Cinemaware erano giochi entusiasmanti a dispetto della grafica da urlo, Sword of Sodan ti spingeva la mandibola a terra, ed era anche piuttosto divertente da giocare, così come i giochi dei Bitmap Bros, ma soprattutto la potenza di queste macchine era tale da permettere la nascita di giochi complessi ed intelligenti, come quelli di Peter.

Sword of Sodan Per Amiga

Nacquero anche i primi tentativi di spingere il gioco in una nuova dimensione: la profondità. Giochi come Starglider, Hunter e Midwinter regalavano libertà di azione, ma un pugno di poligoni non erano sufficienti per rappresentare un intero mondo: la sonnacchiosa fantasia fu immediatamente richiamata dalla panchina.

Sentinel, per Amiga

Anche nei videogiochi la storia tende ad essere ciclica. Arriva la prima generazione di hardware 3D, le schede per PC e la prima Playstation che rappresentano per la terza dimensione , ciò che gli 8bit rappresentarono per la seconda.
Non era obbligatorio lavorare di fantasia, ma aiutava.
Era difficile trovare eccitante il prisma triangolare sul petto di una "giovanissima" Lara Croft, o il suo sedere cubico, ma ci si riusciva, con un po' di sforzo.

Con la seconda generazione di macchine 3D, al sedere - sempre meno cubico - della povera fantasia fu dato nuovamente un sonoro calcione. Ci si lamentava di dettagli: i riflessi, un po' di aliasing... per non parlare poi della terza di generazione, completamente votata all'alta definizione!

Resident Evil 0 Su Gamecube

Con le ultime eroiche (idiote) sfide come il 3DO o il Jaguar, la mia attrazione per i videogiochi cominciò a scemare.

Certo, di tanto in tanto trovavo qualche capolavoro, ma erano più che altro gocce di un mare nel quale non ero più un grado di nuotare. Giochi belli, se non addirittura geniali ci sono sempre stati dai tempi di David Crane in poi... ma per qualche motivo per me, non era più la stessa cosa.

Ho sempre continuato a seguire il mondo dei videogiochi, se Jeff continua a fare i giochi coi cammelli, io posso continuare ad interessarmene da distante. Non è male guardare gli altri giocare, come dice (qui) Danilo. Puoi contare i poligoni, mentre un amico gioca. Guardare gli shader che disegnano l'acqua. In alcuni casi può essere più divertente del gioco in questione.

Lair su playstation 3

Ma alla terza generazione di console 3D qualcosa è cambiato.
Ok, per natura empatizzo con gli sfigati. Mi piacciono gli ultimi più dei primi. Mi piace chi butta la vita del cesso per seguire un'idea. Chi realizza un impero e se ne sbarazza come un fazzoletto sporco.

Ho amato da subito Nintendo con il suo misero blocchetto bianco.

Tu cos'hai? Un capolavoro di strategia commerciale.
Tu? La console più potente del pianeta.
Tu? Io? Ho questo...
Poverino.... chi ti ha schiacciato il GameCube, Satoru?
Ma no! Non è un GameCube! Questo è potente! Potente... insomma... quanto basta!
Chi ha l'alta definizione?
Io!
Io!
...
Non puoi permetterti l'alta definizione, Satoru?
Ma non serve, non tutti hanno...
Sinceeeero, Satoru.
No...
E allora come la mettiamo?
Beh, è divertente...

Wii Play Su Wii

Era divertente. Ma soprattutto era diverso. Diverso per chi non gioca, non ha mai giocato o non giocava da tempo. Divertente per chi considerava spesa meglio una serata a leggere le specifiche del Cell che a giocare con la Play3, divertente per chi come me non capiva perché, avendo giocato a Tekken avrebbe dovuto giocare anche al 4, 5 e 6 visto che il gioco era sempre uguale.
Era tornato lo stupore di Defender of The Crown, di Sword Of Sodan, di Comanche e di UItima Underworld. Lo stupore di qualcosa di mai visto prima. Giocare a tennis e faticare, giocare con 4 amici, con i genitori. Vivere il gioco in modo diverso.
Il DS aveva spianato la strada ad un gameplay differente. Ai giochi da "lèggere" come lo straordinario Hotel Dusk che tanto mi ricorda le avventure ICOM. Ai giochi da toccare come Trauma Center.
Il Wii ha solo seguito le briciole di pane.
Ed io con lui.

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Commenti (16) Trackback (0)
  1. Forse la mia esperienza videoludica è stata differente dalla tua ma il concetto finale è sempre quello:
    “E allora come la mettiamo?
    Beh, è divertente…”

    ottimo excursus

  2. Bella digressione, Carlo.
    Anch’io mi trovavo a 31 anni a godere nel guardare mio fratello che finisce i giochi, ostinatamente; a sbirciare da dietro le sue spalle. Ed io a compiacermi nel vedere i poligoni, gli effetti… ma il “succo”? Perché non riuscivo più a prendere in mano quel joypad?
    Sì, DS e Wii sono la risposta. Sono gli unici che mi hanno ritrasmesso quel feeling. Ora capisco cos’è, un po’ mi hai aperto gli occhi: è lo stesso feeling di quando accendevo il C16 per passare un paio d’ore di pomeriggio. Oppure lo stesso che mi portava a spingere Super Mario oltre quei fossati. La voglia di scoprire unita alla semplicità di gioco.
    Ben venga Nintendo con le sue idee, se possono portarci a divertirci come un tempo.
    Amen.

  3. Grazie Claudio e Peppe. Sono felice di non essere il solo a gioire ad un ritorno del nuovo e del semplice ; - )

    A volte a pensare che è dall’Atari 2600 che non è cambiato quasi nulla nel meccanismo dei giochi (soprattutto per console) mi vengono i brividi. Mi chiedo se arriverà qualcosa di simile a Nintendo anche nel cinema, ma forse è solo l’effetto di essere appena tornato dalla visione dall’ennesima spazzatura hollywoodiana! ; - )

  4. Compimenti per questo bellissimo post Carlo. Ho cominciato da poco a seguire Tecnica Arcana e mi sto divorando tutte le puntate una dopo l’altra: il tuo modo di vedere la tecnologia e l’informatica è molto simile al mio… Peccato che tu non sia donna ^__^

    Scherzi a parte nonostante la mia giovane età ho conosciuto tutte queste console e computer attraverso mio padre e non posso che condividere tutto ciò che hai scritto, anche se la mia prima memoria informatica risale a un 8086 e al mitico Monkey Island.

    Ora sono un fiero possessore di GP2X e ho sempre con me tutti i sistemi che hanno fatto la storia del passato… Se mai volessi farci su uno speciale (anche se mi sembra che tu ne abbia già trattato con…Debora?Non ricordo il nome) io sono qua disponibile…

    Coninua così!

    Jack

  5. @Jack: E’ un piacere sapere che anche le nuove leve non perdano il piacere di conoscere la storia, recente ma ricchissima, dell’informatica e del gaming. Complimenti a te e al tuo papà che ti ha trasmesso la passione. E benvenuto sul carrozzone di Tecnica Arcana! : - )

    PS: Dietro di te! Una scimmia a tre teste!

  6. Complimenti, sono perfettamente daccordo con te. Nonostante tutti inseguivano l’alta definizione, e nonostante Nintendo non proveniva da un momento proprio roseo, ha continuato per la sua strada e ha avuto ragione. E’ il divertimento che la fa da padrone,insieme a Nintendo!
    Ciauz

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